Bergamo e la sua provincia sono note per il carattere della gente, schiva e dedita al lavoro, e la vivace economia del territorio. Il contributo dato da questa terra alla cultura nazionale e internazionale in termini di tesori artistici, personaggi illustri, scienze, bellezza e integrità dei paesaggi è invece meno conosciuto benché oggetto di crescente interesse, come certificano le statistiche relative all’affluenza di turisti italiani e stranieri. Bellezza e diversità fanno del paesaggio bergamasco un affascinante motivo di scoperta, che può essere condotta partendo dal capoluogo, con il suo bellissimo centro storico, ed estendersi ai tre sistemi territoriali in cui è suddivisa la provincia di Bergamo: pianura, collina e laghi, montagna.
La città è divisa in due parti: Bergamo Bassa e Bergamo Alta. La prima è strutturata attorno al cosiddetto centro piacentiniano, realizzato prevalentemente negli anni ’30 del secolo scorso, che ne connota l’organizzazione architettonica. Bergamo Alta, nucleo originario della città, nasce come insediamento celtico e diventa successivamente castrum romano sino al definitivo assetto con la costruzione delle mura fortificate da parte della Serenissima nel XVI sec. Bergamo è Città dei Mille, come ricorda la spedizione garibaldina, e città dei mille sapori, come evidenzia la cultura eno-gastronomica del suo territorio.
Bergamo è città d’arte nelle sue distinte espressioni. Particolarmente ricca appare la cultura figurativa, come testimoniano artisti famosi quali Palma il Vecchio, Giovan Battista Moroni e, in tempi più recenti, Giacomo Manzù; nonché le raccolte di stampe e dipinti conservati nella Pinacoteca dell’Accademia Carrara. E’ altresì difficile dimenticare il grande contributo musicale dell’arte bergamasca grazie al barocco di Pietro Antonio Locatelli, importante compositore e massimo violinista del settecento di fama europea, alla celebre famiglia dei Serassi, costruttori d’organi liturgici, e al notissimo Gaetano Donizetti. Attualmente l’amore di Bergamo per l’arte si esprime attraverso manifestazioni significative anche dal punto di vista turistico tra le quali si ricordano il Festival Pianistico di Bergamo e Brescia, la Commedia dell’arte con Arlecchino e Brighella, il Bergamo Film Meeting, rassegna cinematografica internazionale del cinema d’autore e per l’opera il Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti .
Nella Bergamasca, cultura, natura e ambiente hanno un’unica radice comune: la terra. Pertanto, avvicinarsi all’agricoltura bergamasca significa conoscere la molteplice realtà del territorio e intuire le multiformi bellezze della provincia. Questa si distingue per essere un vasto territorio con caratteristiche morfologiche eterogenee e di importante valore paesaggistico. Ne sono testimonianza, tra gli altri, i Parchi e le aree verdi che rappresentano siti di particolare interesse naturalistico-ambientale. Ricchezza culturale e ricchezza naturale non possono prescindere dal folklore e dalle numerose tradizioni, fortemente influenzate dalle attività agricole che hanno contraddistinto il territorio.
Il territorio, coltivato e trasformato dall’agricoltura, è
particolarmente interessante perché caratterizzato da tre ambienti
distinti.
Si parte dalla pianura con gli allevamenti, i
nuclei delle cascine, i terreni coltivati secondo i canoni
dell’agricoltura professionale.
Dalla pianura si sale
verso la collina, dove l’agricoltura è contraddistinta
principalmente dai terrazzamenti produttivi, prevalentemente
vitivinicoli. Il fascino del vino nasce dal suo essere unico e
autentico, frutto di conoscenze, saperi e tecniche che creano un
connubio tra la magia della natura e la sapienza dell’uomo. E’ nel
vino che natura e cultura, ambiente e storia si intrecciano tra
loro e danno vita a percorsi in grado di evocare gusti e sapori
unici. Tra i vigneti e le cantine bergamasche nacque nel 1435 Ambrogio
Calepino, autore di un importante Vocabolario diffusosi in Europa
e che costituisce il vocabolario per antonomasia. Altro
significativo caposaldo collinare è il sistema lacustre,
già rinomata meta turistica.
Infine, l’ambiente montano
dove le Prealpi Bergamasche, di notevole interesse
naturalistico e paesaggistico, hanno determinato negli ultimi
decenni uno sviluppo e una rapida trasformazione dell’attività
turistica, modificando l’habitat con un discreto ma continuo
incremento urbanistico dei centri. Dall’asprezza e dalla bellezza
di alcuni suoi luoghi, originano prodotti agroalimentari unici che
hanno risonanza a livello nazionale e internazionale. Per
evidenziarne bontà e valore basta ricordare, a titolo di esempio,
che Bernabò Visconti, Signore di Milano, nel 1300 impose agli
abitanti della Val Taleggio una tributo annuo di “duecento pesi di
formaggio locale di buona stagionatura” al posto del denaro.
Quando non abbia dato i natali a illustri famiglie di artisti o
illuminati mercanti, la montagna custodisce anche invidiabili
tesori di architettura e arte: borghi medievali di intatta
bellezza come il Cornello dei Tasso, in Val Brembana,
abitato dalla famiglia dei Tasso da cui discende il poeta
Torquato; gli inquietanti affreschi della Danza Macabra conservati
nell’Oratorio dei Disciplini a Clusone, in Val Seriana
dove, in un’altra località, Rovetta, nasce la stirpe dei Fantoni,
celebri scultori e intagliatori di legno del ‘600, la cui arte è
connessa all’attività tradizionale del taglio e della cura dei
boschi. Boschivi o il capolavoro romanico del Tempio di San
Tomé, ad Almenno San Bartolomeo, in Valle Imagna.