Con questo sito Confagricoltura Bergamo ha inteso elaborare un progetto di informazione e divulgazione finalizzato a rafforzare un circuito di imprese agricole desiderose di attuare percorsi imprenditoriali nel solco della multifunzionalità in aeree economicamente svantaggiate, come indicato nella misura 3.3.1. del Piano di sviluppo rurale (Psr).
Per decenni il settore agricolo si è concetrato unicamente nella produzione di beni alimentari e ha orientato i propri sforzi al raggiungimento del massimo livello di conoscenza possibile e di applicazione della tecnologia in questo singolo ambito.
In tempi più recenti, tuttavia, i molti fattori di incertezza a cui il settore si è trovato esposto, quali l’andamento spesso imprevedibile dei mercati agroalimentari mondiali, ha gradualmente introdotto un nuovo indirizzo imprenditoriale che al contrario predilige la diversificazione dell’attività: da esclusivamente produttiva a erogatrice di servizi.
La formula dell’agriturismo è solo una delle alternative percorse dalle aziende in quest’epoca di evoluzione dell’economica agricola, a cui si accompagna una crescente scoperta e rivalutazione del mondo rurale quale strumento di conoscenza del territorio.
Il turismo rurale è dunque tra le opportunità esplorate da questo progetto, che ha individuato e propone percorsi turistici dove i luoghi di interesse culturale, storico e artistico della nostra bella Provincia si intrecciano a profumi e sapori della tradizione eno-gastronomica bergamasca.
L’auspicio è che questa iniziativa possa contribuire a dare un rinnovato impulso ai contesti territoriali più svantaggiati, favorendo la crescita di un tipo di agricoltura orientata verso un approccio multifunzionale e verso la ricerca di opportunità di sviluppo improntate a criteri di collaborazione tra le imprese.
Renato Giavazzi
Presidente Confagricoltura Bergamo
Il territorio, coltivato e trasformato dall’agricoltura, è
particolarmente interessante perché caratterizzato da tre ambienti
distinti.
Si parte dalla pianura con gli allevamenti, i
nuclei delle cascine, i terreni coltivati secondo i canoni
dell’agricoltura professionale.
Dalla pianura si sale
verso la collina, dove l’agricoltura è contraddistinta
principalmente dai terrazzamenti produttivi, prevalentemente
vitivinicoli. Il fascino del vino nasce dal suo essere unico e
autentico, frutto di conoscenze, saperi e tecniche che creano un
connubio tra la magia della natura e la sapienza dell’uomo. E’ nel
vino che natura e cultura, ambiente e storia si intrecciano tra
loro e danno vita a percorsi in grado di evocare gusti e sapori
unici. Tra i vigneti e le cantine bergamasche nacque nel 1435 Ambrogio
Calepino, autore di un importante Vocabolario diffusosi in Europa
e che costituisce il vocabolario per antonomasia. Altro
significativo caposaldo collinare è il sistema lacustre,
già rinomata meta turistica.
Infine, l’ambiente montano
dove le Prealpi Bergamasche, di notevole interesse
naturalistico e paesaggistico, hanno determinato negli ultimi
decenni uno sviluppo e una rapida trasformazione dell’attività
turistica, modificando l’habitat con un discreto ma continuo
incremento urbanistico dei centri. Dall’asprezza e dalla bellezza
di alcuni suoi luoghi, originano prodotti agroalimentari unici che
hanno risonanza a livello nazionale e internazionale. Per
evidenziarne bontà e valore basta ricordare, a titolo di esempio,
che Bernabò Visconti, Signore di Milano, nel 1300 impose agli
abitanti della Val Taleggio una tributo annuo di “duecento pesi di
formaggio locale di buona stagionatura” al posto del denaro.
Quando non abbia dato i natali a illustri famiglie di artisti o
illuminati mercanti, la montagna custodisce anche invidiabili
tesori di architettura e arte: borghi medievali di intatta
bellezza come il Cornello dei Tasso, in Val Brembana,
abitato dalla famiglia dei Tasso da cui discende il poeta
Torquato; gli inquietanti affreschi della Danza Macabra conservati
nell’Oratorio dei Disciplini a Clusone, in Val Seriana
dove, in un’altra località, Rovetta, nasce la stirpe dei Fantoni,
celebri scultori e intagliatori di legno del ‘600, la cui arte è
connessa all’attività tradizionale del taglio e della cura dei
boschi. Boschivi o il capolavoro romanico del Tempio di San
Tomé, ad Almenno San Bartolomeo, in Valle Imagna.